Una ricerca multicentrica nazionale pubblicata su The Lancet Infectious Diseases conferma le difficoltà crescenti del trattamento tradizionale. Tra i centri coinvolti anche l’AOU Meyer IRCCS di Firenze.
La scabbia sta mostrando una crescente resistenza alla permetrina, uno dei trattamenti tradizionalmente utilizzati contro l’infestazione. A confermarlo è uno studio multicentrico nazionale pubblicato su The Lancet Infectious Diseases, al quale hanno partecipato 28 centri italiani.
Tra le strutture coinvolte figura anche l’AOU Meyer IRCCS di Firenze, che ha contribuito alla ricerca con un’ampia casistica pediatrica attraverso il lavoro di Cesare Filippeschi, responsabile della Dermatologia pediatrica, e della dermatologa Teresa Oranges.
La ricerca porta nuove evidenze a sostegno di un fenomeno sul quale gli specialisti lavoravano già da tempo: la risposta della scabbia alla permetrina sembra essere cambiata, rendendo necessario approfondire strategie terapeutiche alternative.
Cos’è la scabbia e come si trasmette
La scabbia è una malattia cutanea altamente contagiosa provocata dall’acaro Sarcoptes scabiei var. hominis.
Il parassita completa il proprio ciclo vitale nell’epidermide umana e riesce a sopravvivere soltanto per pochi giorni lontano dall’ospite. La trasmissione avviene prevalentemente attraverso contatti stretti, caratteristica che facilita la diffusione all’interno delle famiglie e delle comunità.
Non si tratta inoltre di una patologia associata a una particolare etnia o condizione sociale: la scabbia è presente in tutto il mondo.
Al Meyer oltre 100 nuove diagnosi all’anno
I numeri riportati dall’ospedale pediatrico fiorentino mostrano quanto la patologia continui a essere presente anche in Italia.
Al Meyer vengono registrati mediamente due o tre nuovi casi alla settimana, per un totale superiore alle 100 nuove diagnosi ogni anno.
Proprio l’esperienza accumulata nella popolazione pediatrica ha permesso al centro fiorentino di contribuire allo studio multicentrico nazionale.
I primi segnali erano emersi già nel 2022
La Dermatologia del Meyer studia da diversi anni l’evoluzione della scabbia.
Nel 2022, gli specialisti avevano identificato attraverso il dermatoscopio un nuovo marker della malattia. Era diventato visibile l’apparato digerente dell’acaro, caratterizzato da una colorazione rossa.
Questa osservazione aveva portato i ricercatori a ipotizzare che il cambiamento potesse essere collegato a un’evoluzione del parassita associata alla resistenza alla permetrina.
Il nuovo studio multicentrico aggiunge quindi evidenze a un’ipotesi maturata attraverso anni di osservazioni cliniche e ricerca.
Alla ricerca di alternative alla permetrina
Di fronte alle difficoltà riscontrate con i trattamenti tradizionali, i ricercatori del Meyer hanno lavorato anche su possibili alternative terapeutiche.
Nel 2024 l’attenzione degli specialisti si è concentrata su una terapia sviluppata a partire da un’antica formulazione a base di zolfo.
Secondo quanto comunicato dal Meyer e riportato da ANSA, questa crema è successivamente diventata presso l’ospedale pediatrico fiorentino il trattamento d’elezione per la malattia.
L’approccio è stato inoltre inserito nelle Linee guida sul trattamento della scabbia pediatrica contenute in una Consensus del 2025, alla quale il Meyer ha partecipato insieme ad altri centri della Toscana.
Perché la resistenza ai trattamenti è importante
La riduzione dell’efficacia di una terapia consolidata rappresenta un problema particolarmente significativo per una malattia altamente contagiosa.
Una terapia non efficace può infatti favorire la persistenza dell’infestazione e rendere più difficile interrompere la catena di trasmissione, soprattutto quando più persone appartenenti allo stesso nucleo familiare o alla stessa comunità sono coinvolte.
Il risultato dello studio sottolinea quindi l’importanza della sorveglianza clinica, dell’aggiornamento delle strategie terapeutiche e della collaborazione tra centri specialistici.
Una patologia da non sottovalutare
La scabbia rimane una condizione curabile, ma la comparsa di fenomeni di resistenza rende ancora più importante una diagnosi corretta e una gestione appropriata.
In presenza di sospetta scabbia è opportuno rivolgersi al medico o allo specialista, evitando trattamenti autonomi o ripetizioni improprie delle terapie. La facilità con cui l’infestazione può diffondersi tra persone che vivono a stretto contatto rende infatti fondamentale una corretta gestione anche dei contatti del paziente.
Il nuovo studio italiano offre quindi un’indicazione importante: l’evoluzione della risposta della scabbia ai trattamenti deve essere monitorata, e la ricerca di strategie terapeutiche efficaci continua a rappresentare una priorità clinica.
Fonte
Fonte: ANSA Salute & Benessere – “Scabbia più resistente al trattamento terapeutico tradizionale, la permetrina”, Firenze, 6 agosto 2026.










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