Pronto soccorso sotto pressione: ad agosto mancano quasi 7mila medici, accessi in aumento del 15%

La carenza strutturale di personale si aggrava durante l’estate. Secondo i dati riportati da ANSA, nel 70% dei pronto soccorso italiani manca tra il 25% e il 70% dei medici previsti

I pronto soccorso italiani affrontano uno dei periodi più difficili dell’anno. Alla carenza strutturale di personale si aggiungono durante l’estate le ferie degli operatori, mentre contemporaneamente cresce il numero di cittadini che si rivolgono ai servizi di emergenza.

Nel picco di agosto, secondo i dati raccolti da ANSA attraverso le principali organizzazioni del settore, il deficit arriva a sfiorare 7.000 medici, mentre gli accessi ai pronto soccorso aumentano di almeno il 15%.

Una combinazione che mette sotto pressione un sistema già caratterizzato durante il resto dell’anno da importanti carenze di organico.

Nel 70% dei pronto soccorso organici insufficienti

I dati della Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (SIMEU) aggiornati al 2026 descrivono una situazione particolarmente critica.

Nel 70% dei pronto soccorso italiani, la carenza di medici oscilla tra il 25% e il 70% dell’organico previsto.

Secondo il presidente SIMEU Alessandro Riccardi, la carenza strutturale riguarda complessivamente circa 5.000 medici dell’emergenza-urgenza. Con le ferie estive il deficit sale a circa 6.000 professionisti e, nelle settimane centrali di agosto, può arrivare vicino a quota 7.000.

Accessi in crescita del 15%

Meno personale deve contemporaneamente gestire un maggior numero di pazienti.

Secondo Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, durante i mesi più caldi gli accessi ai pronto soccorso aumentano di almeno il 15%.

A incidere sono soprattutto gli accessi di anziani e pazienti con patologie croniche, categorie particolarmente vulnerabili alle temperature elevate e che durante il periodo estivo possono trovarsi anche con una minore rete familiare di supporto.

Parallelamente, il personale medico disponibile può diminuire mediamente fino al 20%.

Gettonisti, pensionati e ferie rinviate per coprire i turni

Per mantenere operativi i servizi, le aziende sanitarie devono ricorrere a diverse soluzioni temporanee.

Aumenta l’impiego di personale esterno, medici pensionati e cosiddetti gettonisti, mentre alcuni professionisti sono costretti a rinviare o rinunciare alle ferie per garantire la copertura dei turni.

La situazione interessa anche il personale infermieristico.

Con l’entrata in vigore dei piani ferie, secondo i dati riferiti ad ANSA da Nursing Up, la forza lavoro infermieristica effettivamente disponibile nei turni può ridursi mediamente del 25-30%.

La conseguenza è un maggiore ricorso a straordinari, prestazioni aggiuntive, doppi turni e rinuncia ai riposi.

Il problema del boarding: pazienti fino a 48-72 ore sulle barelle

La difficoltà non termina con la visita in pronto soccorso.

Durante l’estate può diminuire anche la disponibilità dei posti letto nei reparti ospedalieri a causa degli accorpamenti e della riduzione dell’attività ordinaria.

Quando un paziente deve essere ricoverato ma non è disponibile un posto letto, rimane all’interno del pronto soccorso in attesa del trasferimento.

È il fenomeno conosciuto come boarding.

Secondo quanto riferito da Nursing Up Liguria, nelle situazioni più critiche alcuni pazienti possono rimanere sulle barelle del pronto soccorso per 48-72 ore in attesa del ricovero.

Una criticità che va oltre l’emergenza estiva

L’estate rende quindi più evidente un problema che non nasce con agosto.

La carenza di specialisti in medicina d’emergenza-urgenza è strutturale e le ferie determinano un’ulteriore riduzione di personale proprio quando caldo, fragilità e minore assistenza familiare possono aumentare la domanda di cure.

I dati del 2026 mostrano così un sistema nel quale carenza di medici, aumento degli accessi, difficoltà nei ricoveri e sovraccarico del personale finiscono per alimentarsi reciprocamente.

L’emergenza estiva rappresenta pertanto uno dei momenti nei quali diventano maggiormente visibili le difficoltà organizzative che interessano una parte significativa della medicina d’urgenza italiana.


Fonte

Fonte: ANSA Salute & Benessere – “Pronto soccorso in affanno, più accessi e mancano 7mila medici”, di Livia Parisi, 9 agosto 2026.

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