Amiloidosi ereditaria, eplontersen rimborsabile in Italia: una nuova opzione contro la progressione della malattia

AIFA ha approvato la rimborsabilità di eplontersen negli adulti con amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina e polineuropatia di stadio 1 o 2. Lo studio di fase 3 NEURO-TTRansform ha mostrato una marcata riduzione della transtiretina, un minor deterioramento neurologico e risultati favorevoli sulla qualità di vita.

Una nuova possibilità terapeutica diventa disponibile in Italia per le persone affette da amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina (ATTRv) con polineuropatia.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di eplontersen per il trattamento dei pazienti adulti con polineuropatia di stadio 1 o 2, ampliando le possibilità di intervento contro una malattia rara, progressiva e multisistemica. La notizia è stata riportata da ANSA il 21 settembre.

Il principio attivo è già autorizzato nell’Unione europea con il nome commerciale Wainzua per questa indicazione.

Cos’è l’amiloidosi ereditaria da transtiretina

L’amiloidosi ATTRv è una malattia genetica nella quale alterazioni del gene TTR determinano la produzione di una transtiretina instabile.

La transtiretina è una proteina prodotta principalmente dal fegato. Nella malattia, le proteine alterate possono ripiegarsi in maniera anomala, aggregarsi e formare depositi di amiloide in differenti tessuti.

Il coinvolgimento può interessare i nervi periferici e autonomici, ma anche cuore, apparato gastrointestinale e altri organi, determinando una patologia complessa che può presentarsi in modo diverso da paziente a paziente.

Senza un trattamento efficace, il danno neurologico può progredire nel tempo, compromettendo progressivamente mobilità e autonomia.

Una malattia che può compromettere la vita quotidiana

La polineuropatia associata all’ATTRv può determinare disturbi sensitivi, motori e autonomici.

Con l’avanzare della malattia possono comparire difficoltà sempre maggiori nello svolgimento delle normali attività quotidiane e nella deambulazione.

Proprio per questo la qualità di vita rappresenta un parametro particolarmente importante nella valutazione dell’efficacia delle nuove terapie.

Secondo i dati riportati da ANSA, in Italia la patologia interessa circa 600 persone ogni anno.

Come agisce eplontersen

Eplontersen appartiene alla classe degli oligonucleotidi antisenso ed è progettato per ridurre la produzione della transtiretina.

L’obiettivo terapeutico è quindi intervenire a monte del processo patologico, diminuendo la disponibilità della proteina che può contribuire alla formazione dei depositi di amiloide.

L’EMA indica eplontersen per gli adulti con ATTRv e polineuropatia di stadio 1, quando il paziente è ancora in grado di camminare autonomamente, oppure di stadio 2, quando la capacità di camminare è conservata ma richiede assistenza.

Lo studio NEURO-TTRansform

Le evidenze cliniche principali provengono dallo studio internazionale di fase 3 NEURO-TTRansform.

Lo studio ha valutato eplontersen in adulti con amiloidosi ATTRv e polineuropatia. La pubblicazione principale su JAMA ha incluso 168 pazienti, dei quali 144 trattati con eplontersen; per il confronto è stato utilizzato un gruppo placebo storico proveniente dal precedente studio NEURO-TTR.

Alla settimana 65/66 sono stati valutati tre aspetti fondamentali: concentrazione sierica della transtiretina, compromissione neurologica attraverso il punteggio mNIS+7 e qualità di vita mediante il questionario Norfolk QoL-DN.

Secondo i dati riportati da ANSA, l’analisi primaria a 66 settimane ha evidenziato una riduzione media dell’82% della concentrazione sierica di transtiretina rispetto al valore iniziale.

I risultati sulla neuropatia

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’evoluzione del danno neurologico.

A 66 settimane, la variazione media aggiustata del punteggio mNIS+7 è stata di circa 0,3 punti con eplontersen, rispetto a un peggioramento di 25,1 punti nel gruppo placebo storico. Un punteggio più elevato corrisponde a una maggiore compromissione neurologica.

Il dato indica quindi una marcata differenza nella progressione della neuropatia tra i gruppi studiati.

È importante precisare che NEURO-TTRansform non era un classico studio randomizzato e controllato con placebo contemporaneo: il confronto principale è stato effettuato utilizzando un gruppo placebo esterno proveniente da un precedente trial, elemento da considerare nell’interpretazione dei risultati.

Miglioramenti anche nella qualità di vita

Accanto alla funzione neurologica, i ricercatori hanno analizzato l’impatto della terapia sulla vita quotidiana.

Il questionario Norfolk QoL-DN misura gli effetti della neuropatia sulla qualità di vita: in questo caso, un aumento del punteggio indica un peggioramento.

Alla settimana 66, la variazione media aggiustata è stata di -5,5 punti nel gruppo eplontersen, contro +14,2 punti nel gruppo placebo storico.

Ulteriori analisi hanno indicato che i benefici osservati su diversi parametri, compresi quelli relativi alla disfunzione autonomica, sono stati mantenuti durante il proseguimento del trattamento fino a circa 85 settimane.

Per una malattia progressiva che può ridurre progressivamente l’autonomia, la valutazione della qualità di vita assume quindi un’importanza clinica particolare.

Un’iniezione sottocutanea una volta al mese

Un altro elemento riguarda la modalità di somministrazione.

Eplontersen viene somministrato attraverso una iniezione sottocutanea una volta al mese, utilizzando una penna preriempita.

Secondo le informazioni dell’EMA, l’iniezione può essere effettuata nell’addome, nella parte superiore della coscia o del braccio. Dopo un’adeguata formazione, il paziente o chi lo assiste può effettuare la somministrazione autonomamente; la prima iniezione deve avvenire sotto la guida di un professionista sanitario.

La possibilità dell’autosomministrazione domiciliare può rappresentare un aspetto significativo soprattutto per persone che convivono con una malattia cronica e progressiva.

L’importanza della diagnosi precoce

La disponibilità di terapie capaci di intervenire sui meccanismi della malattia rende ancora più importante arrivare alla diagnosi nelle fasi iniziali.

L’EMA sottolinea infatti che il trattamento dovrebbe essere iniziato il più precocemente possibile dopo la comparsa dei sintomi, per contrastare la progressione della patologia.

La natura multisistemica dell’ATTRv può tuttavia rendere complesso il percorso diagnostico: manifestazioni neurologiche, cardiologiche, gastrointestinali e autonomiche possono presentarsi con combinazioni differenti.

La storia familiare e la conferma genetica della variante del gene TTR assumono pertanto un ruolo importante all’interno del percorso specialistico.

Una nuova possibilità per i pazienti italiani

La rimborsabilità di eplontersen segna un nuovo passaggio nella gestione italiana dell’amiloidosi ereditaria da transtiretina con polineuropatia.

Non significa che il farmaco sia indicato per tutte le forme di amiloidosi: l’indicazione riguarda specificamente pazienti adulti con ATTRv e polineuropatia di stadio 1 o 2.

La terapia deve essere prescritta e seguita da medici con esperienza nel trattamento dell’amiloidosi e inserita in una valutazione complessiva del singolo paziente.

I risultati di NEURO-TTRansform mostrano comunque come le nuove strategie terapeutiche stiano progressivamente modificando l’approccio a una patologia nella quale preservare il più a lungo possibile funzione neurologica, autonomia e qualità della vita rappresenta un obiettivo fondamentale.

Fonti

ANSA Salute – Amiloidosi ereditaria, nuovo farmaco migliora la qualità della vita — 21 settembre 2026.

European Medicines Agency – Wainzua (eplontersen) — indicazioni terapeutiche e modalità di somministrazione autorizzate nell’Unione europea.

JAMA – Eplontersen for Hereditary Transthyretin Amyloidosis With Polyneuropathy — risultati principali dello studio di fase 3 NEURO-TTRansform.

PubMed – NEURO-TTRansform — abstract e metodologia dello studio clinico.

Articolo informativo e divulgativo. Le informazioni riportate non sostituiscono la valutazione dello specialista e non costituiscono indicazione terapeutica.