La Società Italiana di Pediatria richiama l’attenzione sulle vaccinazioni incomplete contro il meningococco B. Diagnosi tempestiva, prevenzione e recupero delle dosi mancanti sono fondamentali per contrastare una malattia rara, ma potenzialmente molto grave.
Il meningococco B torna al centro dell’attenzione della sanità italiana. Secondo una recente elaborazione della Società Italiana di Pediatria (SIP), circa 1,8 milioni di bambini e ragazzi in Italia non risultano adeguatamente vaccinati contro questo batterio, responsabile di alcune delle forme più gravi di meningite e sepsi.
Il dato, diffuso il 5 ottobre 2026 in occasione della Giornata Mondiale della Meningite, evidenzia una questione importante di sanità pubblica: la necessità di verificare le vaccinazioni effettuate e recuperare quelle mancanti.
La malattia meningococcica invasiva è relativamente rara, ma può evolvere rapidamente. Per questo la prevenzione vaccinale rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre il rischio di conseguenze gravi.
Indice dei contenuti
- Meningococco B: cosa emerge dai nuovi dati italiani
- Cos’è il meningococco B e come si trasmette
- Meningite e sepsi: i sintomi da riconoscere
- Vaccino contro il meningococco B: quando viene somministrato
- Perché è importante recuperare le vaccinazioni
- Meningococco B e adolescenti
- Differenze tra i vaccini MenB e MenACWY
- Il ruolo di pediatri, famiglie e servizi vaccinali
- Prevenzione: una priorità per la salute pubblica
Meningococco B: cosa emerge dai nuovi dati italiani
La Società Italiana di Pediatria ha analizzato i dati ISTAT relativi alle coorti di nascita comprese tra il 2014 e il 2022, confrontandoli con le informazioni disponibili sulle coperture vaccinali a 24 mesi pubblicate dal Ministero della Salute.
L’elaborazione ha individuato 1.780.545 bambini e ragazzi non vaccinati o vaccinati in modo incompleto contro il meningococco B.
Si tratta di una stima riferita alle coorti considerate, non di un conteggio di persone attualmente malate né di una misurazione individuale dell’immunità.
Il risultato mette in evidenza la necessità di rafforzare le strategie di recupero vaccinale e di ridurre le differenze territoriali nell’accesso alla prevenzione.
Non tutti i bambini che hanno iniziato il ciclo vaccinale lo hanno necessariamente completato. In altri casi, la vaccinazione potrebbe non essere stata effettuata nei tempi previsti.
L’obiettivo indicato dai pediatri è individuare queste situazioni e favorire il completamento dei percorsi vaccinali.
Cos’è il meningococco B e come si trasmette
Il meningococco B è uno dei sierogruppi del batterio Neisseria meningitidis, un microrganismo che può colonizzare il naso e la gola anche in persone prive di sintomi.
La presenza del batterio non comporta automaticamente lo sviluppo della malattia.
In alcune circostanze, tuttavia, il meningococco può superare le difese dell’organismo e raggiungere il sangue o le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale.
In questi casi può provocare una malattia meningococcica invasiva, che può manifestarsi principalmente come:
- Meningite, un’infiammazione delle meningi.
- Sepsi meningococcica, un’infezione sistemica che può compromettere rapidamente le funzioni vitali.
- Meningite associata a sepsi, una condizione particolarmente complessa.
Il batterio si trasmette soprattutto attraverso le secrezioni respiratorie durante contatti stretti e prolungati.
La condivisione di ambienti e la vicinanza tra persone possono favorire la circolazione del microrganismo, soprattutto in contesti familiari e comunitari.
Meningococco B: i sintomi della meningite da riconoscere
Uno degli aspetti più delicati della malattia meningococcica è la rapidità con cui può peggiorare.
Nelle fasi iniziali i sintomi possono assomigliare a quelli di comuni infezioni virali, rendendo difficile riconoscere immediatamente la gravità della situazione.
Nei bambini più grandi e negli adolescenti possono comparire febbre, forte mal di testa, vomito, rigidità del collo, sensibilità alla luce e alterazioni dello stato di coscienza.
Nei neonati e nei lattanti, invece, i segnali possono essere meno specifici: difficoltà nell’alimentazione, irritabilità insolita, sonnolenza marcata, pianto persistente o ridotta reattività.
In presenza di sepsi possono manifestarsi anche alterazioni della circolazione, estremità fredde, rapido peggioramento delle condizioni generali e macchie cutanee rosse o violacee che non scompaiono alla pressione.
Una sospetta meningite o sepsi meningococcica richiede una valutazione medica immediata. Non bisogna attendere la comparsa di tutti i sintomi o delle macchie cutanee prima di richiedere assistenza urgente.
Vaccino contro il meningococco B: quando viene somministrato
La vaccinazione contro il meningococco B è prevista dal calendario vaccinale nazionale per la prima infanzia.
Il calendario ministeriale associato al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023–2025 prevede, per il ciclo di routine, due dosi nel primo anno di vita e un richiamo nel secondo anno.
L’offerta è attiva e gratuita nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Il numero di dosi e gli intervalli necessari per chi inizia la vaccinazione più tardi possono variare in base all’età e al prodotto utilizzato.
Per questo è importante non improvvisare il recupero delle vaccinazioni, ma rivolgersi al pediatra o al servizio vaccinale della propria ASL.
La vaccinazione non elimina ogni possibile rischio di meningite, poiché questa malattia può essere provocata anche da altri microrganismi. Rappresenta però una misura preventiva specifica contro il meningococco B.
Meningococco B: perché recuperare le vaccinazioni mancanti
Il recupero vaccinale, spesso definito catch-up, permette di valutare come completare un ciclo non iniziato o interrotto.
È un intervento importante perché le occasioni di vaccinazione mancate durante l’infanzia possono lasciare lacune nella prevenzione anche negli anni successivi.
La Società Italiana di Pediatria invita le famiglie a verificare lo stato vaccinale dei figli, soprattutto quando non è chiaro se siano state somministrate tutte le dosi previste.
La verifica può essere effettuata attraverso il libretto vaccinale, il fascicolo sanitario elettronico, quando disponibile, oppure contattando i servizi vaccinali territoriali.
Non sempre è necessario ricominciare un ciclo dall’inizio: la decisione dipende dal vaccino, dalle dosi già ricevute e dalle indicazioni applicabili.
Meningococco B e adolescenti: una fascia da non trascurare
L’adolescenza merita un’attenzione particolare nella prevenzione delle infezioni meningococciche.
Dopo i bambini nei primi anni di vita, gli adolescenti e i giovani adulti costituiscono un’altra fascia rilevante per il rischio di malattia meningococcica.
La vita scolastica, le attività sociali e le occasioni di contatto ravvicinato contribuiscono a rendere importante la prevenzione anche in questa fase della crescita.
Il calendario nazionale prevede la vaccinazione antimeningococcica quadrivalente ACWY nell’adolescenza.
Per il meningococco B, il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023–2025 contempla la possibilità di un’offerta in adolescenza in relazione alla situazione epidemiologica delle singole Regioni e Province autonome.
È quindi opportuno verificare con il servizio vaccinale le indicazioni e le condizioni di accesso previste nel proprio territorio.
Qual è la differenza tra il vaccino meningococco B e MenACWY?
Un punto spesso poco chiaro alle famiglie riguarda l’esistenza di vaccini differenti contro il meningococco.
Il vaccino contro il meningococco B è progettato per proteggere dalle infezioni invasive provocate dal sierogruppo B.
Il vaccino quadrivalente MenACWY, invece, è diretto contro quattro sierogruppi differenti: A, C, W e Y.
Le due vaccinazioni non sono quindi intercambiabili.
Aver ricevuto il vaccino MenACWY non significa essere automaticamente protetti contro il sierogruppo B. Allo stesso modo, la vaccinazione MenB non sostituisce quella contro gli altri sierogruppi.
La corretta valutazione del calendario vaccinale deve tenere conto di entrambe le componenti.
Il ruolo dei pediatri e delle famiglie nella prevenzione
La prevenzione del meningococco B non dipende esclusivamente dalla disponibilità dei vaccini.
È fondamentale che le famiglie ricevano informazioni comprensibili e che i professionisti sanitari possano identificare tempestivamente i cicli vaccinali incompleti.
Il pediatra di libera scelta rappresenta una figura centrale in questo percorso, perché accompagna il bambino nelle diverse fasi della crescita e può individuare eventuali vaccinazioni mancanti.
Anche i servizi vaccinali delle ASL svolgono una funzione essenziale nella programmazione degli appuntamenti, nella registrazione delle dosi e nell’organizzazione delle campagne di recupero.
Una maggiore integrazione tra pediatri, servizi territoriali e famiglie può contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso.
Meningococco B: la prevenzione resta una priorità di sanità pubblica
La stima diffusa dalla Società Italiana di Pediatria non deve essere interpretata come un’indicazione di epidemia in corso.
Il dato evidenzia piuttosto un problema di copertura vaccinale che merita attenzione.
La malattia meningococcica invasiva può avere conseguenze molto gravi, anche quando viene riconosciuta e trattata tempestivamente.
Per questo la strategia sanitaria deve basarsi su più elementi: vaccinazione, informazione corretta, sorveglianza epidemiologica, riconoscimento precoce dei sintomi e accesso rapido alle cure.
Il messaggio principale per le famiglie è semplice: controllare il calendario vaccinale dei figli e chiedere al pediatra come recuperare eventuali dosi mancanti.
La prevenzione delle malattie infettive più gravi comincia anche da queste verifiche, che possono contribuire concretamente a proteggere la salute dei bambini e degli adolescenti.
Fonti
Società Italiana di Pediatria (SIP) – Meningococco B, quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non adeguatamente protetti, 5 ottobre 2026. https://sip.it/2026/10/05/meningococco-b-quasi-18-milioni-di-bambini-e-ragazzi-non-adeguatamente-protetti/
ANSA Salute & Benessere – Meningococco B, quasi 1,8 milioni di bimbi e ragazzi non adeguatamente protetti, 5 ottobre 2026. https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/10/05/meningococco-b-quasi-18-milioni-di-bimbi-e-ragazzi-non-adeguatamente-protetti_37d13206-3b3d-4927-909e-3f5a9827cd4d.html
Ministero della Salute – Calendario vaccinale nazionale. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/vaccinazioni/calendario-vaccinale/
Ministero della Salute – Vaccinazioni negli adolescenti dagli 11 ai 18 anni. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/vaccinazioni/adolescenti-11-18-anni/










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